50 ANNI DAL LANCIO DI APOLLO 8

Frank Borman, James Lovell e William Anders

Il 21 dicembre di 50 anni fa, alle ore 12:51 del meridiano di Greenwich, un missile Saturn V partiva dalla rampa 39A della base di lancio di Cape Canaveral. Era solo il terzo lancio del più grande missile mai costruito, e la prima volta che veniva usato per portare un equipaggio nello spazio.

Era anche la prima volta che degli esseri umani partivano per raggiungere un altro corpo celeste: Frank Borman, James Lovell e William Anders stavano andando verso la Luna.

Originariamente la missione di Apollo 8 sarebbe dovuta essere il modo per provare il modulo lunare in orbita terrestre, ma la realizzazione e la messa a punto del LM erano notevolmente in ritardo e le recenti missioni sovietiche Zondsembravano il preludio ad un tentativo dell’URSS di lanciare una missione con equipaggio in tempi brevi. Questi fattori spinsero la NASA a tentare qualcosa di più ambizioso, e rischioso.

Apolloera un veicolo ancora nuovo e aveva fatto solo un volo con equipaggio – Apollo 7, comandato dall’astronauta di origine onsernonese Wally Schirra – poco più di un mese prima. Nel gennaio 1967 un incendio durante le prove a terra della capsula aveva causato la morte di Virgil “Gus” Grissom, Edward White e Roger Chaffee. Il missile Saturn V aveva fatto solo due voli senza equipaggio a bordo, e nel secondo si erano verificati grossi problemi di oscillazione e di stabilità strutturale, oltre che di affidabilità dei motori.

Senza un modulo lunare, Apollo 8 non poteva tentare l’allunaggio ma entrare in orbita intorno alla Luna era possibile, a patto che tutti i sistemi di bordo funzionassero senza intoppi. Anche così, c’era il 50% di possibilità che l’equipaggio non sopravvivesse alla missione: due delle manovre cruciali – l’inserimento in orbita lunare e l’inserimento in traiettoria di rientro – dovevano per forza essere eseguite dagli astronauti durante il passaggio dietro la Luna, al di fuori di ogni possibilità di contatto con la Terra, e il motore del modulo di servizio non aveva ridondanze. Inoltre, un errore nel funzionamento o nella programmazione del computer di bordo, l’AGC, avrebbe potuto far schiantare Apollo 8 sulla superficie lunare, farlo perdere nello spazio o causarne la distruzione durante il rientro nell’atmosfera.

Invece Apollo 8 ed il suo equipaggio raggiunsero la Luna il 24 Dicembre 1968, entrarono in orbita attorno ad essa e vi rimasero per 20 ore. Durante questo periodo Bill Anders scattò una foto della Terra e della superficie lunare viste dall’orbita conosciuta con il titolo Earthrise, una delle più importanti immagini nella storia della fotografia non solo per l’occasione storica e per dove è stata scattata, ma per la forte contrapposizione tra il piccolo globo blu pieno di vita e la sterile superficie lunare. Durante la nona orbita Anders, Lovell e Borman lessero a turno l’inizio del Libro della Genesi e trasmisero gli auguri di Natale a tutti i popoli “sulla buona Terra”.

Il 25 Dicembre Apollo 8 iniziò il viaggio di ritorno, che si concluse con l’ammaraggio nel Nord Pacifico due giorni dopo. Borman, Lovell e Anders erano diventati i primi uomini a lasciare la Terra, ad attraversare le fasce di Van Allen e a raggiungere un altro mondo. Lungo la strada ebbero modo di sperimentare il “mal di spazio” (specialmente Borman) ed acquisire l’esperienza che sarebbe poi stata indispensabile per le future missioni lunari.

C’è un importante “tocco femminile” da ricordare quando si parla di Apollo 8 e delle altre missioni lunari: il programma dell’AGC – il computer di bordo responsabile per la navigazione e le manovre del modulo di comando come del modulo lunare – venne realizzato sotto la direzione di una donna, Margaret Heafield-Hamilton, che creò il termine software engineering in un’era in cui la programmazione non era ancora vista come una disciplina separata dallo sviluppo dell’hardware.

Borman e Anders non volarono più nello spazio. Lovell avrebbe dovuto scendere sulla Luna con Apollo 13, ma la missione fu interrotta dall’esplosione di un serbatoio di ossigeno nel modulo di servizio. La vicenda è stata raccontata dal film di Ron Howard Apollo 13 con Tom Hanks nel ruolo di James Lovell.

A cinquant’anni di distanza dal viaggio di Apollo 8Earthrise continua ad essere una delle foto più importanti mai scattate e il simbolo di una nuova coscienza della fragilità della Terra e del suo ambiente, e la più importante foto di carattere ambientalista. Come ebbe a dire l’autore Bill Anders, “siamo arrivati fin qui per esplorare la Luna, e la cosa più importante è che abbiamo scoperto la Terra”.

Articolo scritto da David Cuciz

Earthrise continua ad essere una delle foto più importanti mai scattate e il simbolo di una nuova coscienza della fragilità della Terra e del suo ambiente, e la più importante foto di carattere ambientalista

“Siamo arrivati fin qui per esplorare la Luna, e la cosa più importante è che abbiamo scoperto la Terra”. Bill Anders

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