I migliori film presentati alla 74ima Mostra del Cinema di Venezia

La Mostra del Cinema di Venezia offre da sempre uno spettacolo meraviglioso, e anche quest’anno non è stata da meno. Di seguito, una breve lista delle migliori pellicole presentate nel corso di una delle manifestazioni più importanti per quanto riguarda la settima arte.

Ad aprire la settantaquattresima Mostra del Cinema di Venezia è l’ultima fatica di Alexander Payne: ‘Downsizing’. La pellicola con protagonista Matt Damon e Kristen Wiig nei panni di sua moglie, ci immerge nella routine ordinaria di questa coppia che stanca della propria vita abitudinaria prova a far parte di un ecclettico esperimento che rimpicciolisce gli essere umani, in modo che possano vivere una vita migliore, più semplice e più lussuosa. Sperando che la promessa di questi scienziati possa essere mantenuta, i protagonisti dovranno fare i conti con un’esperienza che stravolgerà la loro esistenza. Pur avendo apprezzato il soggetto e l’idea iniziale, la critica non ha accolto bene il film d’apertura della Mostra, ritenendo che si perda e sminuisca il potenziale man mano che si va avanti con la visione.


Torna a stupire il proprio pubblico Guillermo del Toro con il suo nuovo film intitolato ‘The Shape of the Water’. Il regista spagnolo ci racconta una complicata storia d’amore, e di quanto possa essere difficile in mancanza di adeguata comunicazione, quando delle barriere si mettono di mezzo. E ce lo racconta attraverso le vicende della solitaria e cupa Elisa, impiegata in uno dei laboratori segreti di alta sicurezza durante la Guerra Fredda. La sua vita procede lenta e noiosa, priva di emozioni e soprattutto nella sua più completa solitudine. Sarà grazie all’aiuto della sua collaboratrice Zelda che le permetterà di venire a scoprire un progetto mantenuto segreto dal governo, e da quel momento la sua esistenza verrà stravolta inevitabilmente. ‘The Shape of the Water’ è valso a Guillermo del Toro il Leone d’Oro per il miglior film.

(AP Photo/Domenico Stinellis)

Una gradita e inaspettata sorpresa giunge al festival dalla seconda opera da regista di Samuel Maoz che firma ‘Foxtrot’ che torna a casa con il Leone d’Argento per il gran premio della giuria. La pellicola descrive il dolore frustrante di due genitori ai quali viene comunicato che loro figlio è morto mentre svolgeva le sue attività militari in un avamposto. Michael, il padre della vittima, non riuscirà ad affrontare al meglio il dolore, e diventerà particolarmente irascibile, ma giungerà ai genitori una nuova notizia che cambierà le carte in tavola.

Il regista americano Martin McDonagh presenta il suo quarto lungometraggio: ‘Tre manifesti a Ebbing, Missouri’. Con una fantastica Frances McDormand nel ruolo della protagonista, il film ci fa vivere l’esperienza e la determinazione di una donna che vuole assolutamente trovare il colpevole dell’omicidio di sua figlia, e che non crede più nelle forze dell’ordine che dovrebbero operare in tal senso. Per manifestare il suo dissenso, tappezza la cittadina di tre messaggi provocatori nei confronti del capo della polizia. Quando nella loro disputa interverrà il suo vice Dixon, il loro scontro diverrà sempre più duro e controverso. Martin McDonagh riesce a trovare grazie a questa sua opera il premio per la Miglior Sceneggiatura.

Tra i film degni di nota della mostra di quest’anno, non si può non citare ‘Hannah’ del regista italiano Andrea Pallaoro che dirige meravigliosamente una brillante Charlotte Rampling, nel ruolo di Hannah, che fa del lavoro di sottrazione alla sua interpretazione una delle fortune di questo film, e che ha permesso all’attrice di tornare a casa con la Coppa Volpi come Miglior Attrice. Hannah è una donna che affoga ogni giorno nella sua solitudine mentre si fa vittima di un confronto estasiante con se stessa. Costretta a farsi carico di accuse pesanti che hanno portato all’arresto di suo marito, la protagonista continua a negare l’evidente verità dei fatti, ma questo la porta a fare i conti con diverse insidie provenienti dall’ambiente che la circonda, riscoprendo che la principale causa del suo malessere proviene anche, e soprattutto, da se stessa.

Oltre ad Andrea Pallaoro, a tenere alto il nome dell’Italia, ci pensa Paolo Virzì tornato sul set dopo il successo della sua ultima pellicola ‘La Pazza Gioia’. Questa volta il regista livornese sposta la sua produzione in America e firma ‘Ella e John’ con una coppia di attori che non ha nulla da invidiare a nessuno. Helen Mirren e Donald Sutherland sono i protagonisti scelti per raccontare la storia di due coniugi, avanti con l’età e gravemente malati, che si danno alla fuga per passare più tempo assieme, scegliendo volutamente di abbandonare le cure che li avrebbe inevitabilmente divisi fin da subito. Per fare questo, si servono del loro amato camper e cominciano a viaggiare per tutta l’America alternando momenti di estrema felicità e spensieratezza ad altri di paura e incessante preoccupazione. Il loro amore sembra che non abbia terminato le sorprese in serbo per loro. Donal Sutherland offre un’altra magnifica interpretazione, e non è tenuta nascosta l’attesa per l’assegnazione già nella prossima edizione dell’Oscar alla carriera per lo straordinario attore londinese.


Tra i titoli più attesi da parte del pubblico c’è sicuramente –Madre!- dell’eclettico regista Daren Aronofsky (Requiem for a Dream, Il Cigno Nero). La pellicola ci fa vivere l’esperienza di una coppia che comincia a ricevere visite inaspettate in casa, da gente completamente sconosciuta. Mentre lei, interpretata dalla splendida Jennifer Lawrence, apparirà piuttosto turbata dagli inaspettati ospiti, lui sembrerà essere compiaciuto e contento delle visite ricevute. Javier Bardem è l’attore scelto dal regista per interpretare quest’ultimo ruolo. Nonostante i buoni presupposti, l’ultima pellicola di Aronofsky non sembra aver soddisfatto appieno la critica che si espressa abbastanza negativamente nei confronti del film, lasciando intendere che si aspettava qualcosa in più dall’ultima fatica del regista newyorkese.


Un’altra storia interessante riguardante la giustizia arriva dalla Francia dal regista Ziad Doueiri con il suo ‘The Insult’. Il regista libanese mette a confronto due operai, di cui uno cristiano e l’altro un profugo palestinese, impiegati nella ristrutturazione di una palazzina a Beirut. Per una futile discussione sulle tubature che prenderà un’evoluzione inusuale e deleteria, uno di loro insulterà gravemente l’altro mettendo a dura prova il suo credo e i suoi ideali. Quest’ultimo ferito nel suo orgoglio, denuncerà il suo collega, dando inizio ad un processo che farà molto scalpore e dal quale ne usciranno difficilmente senza ossa rotte entrambi. Kamel El Basha, uno degli attori protagonisti, è il vincitore della Coppa Volpi come Miglior Attore per quest’anno.

Sempre dalla Francia, senza alcun ombra di dubbio, una delle rivelazioni della Mostra del Cinema di Venezia di quest’anno: ‘Jusqu’à la garde’, dal regista Xavier Legrand al suo terzo lungometraggio che gli ha permesso di vincere il Leone d’Argento per la Miglior Regia. Seguiamo la vicenda di una famiglia frantumata dal divorzio. Myriam fa di tutto per tenere lontano il proprio figlio dal padre violento, ma a metterle i bastoni tra le ruote ci sarà la sentenza del giudice che opterà per l’affidamento condiviso. Antoine il padre riuscirà, dunque, ad averla vita e a ottenere quello che voleva, ma loro figlio Julien dovrà fare in modo di non far precipitare la situazione e dovrà essere in grado di difendersi da solo, quando la madre non potrà più farlo per lui.

Articolo scritto da VFW Team

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