SALONE DEL MOBILE A MILANO

Esposizione “Brasile Meticcio” di Sergio J.Matos alla Galleria Paola Colombari, Via Maroncelli 13, Milano durante la fiera del mobile.

Dal 4 al 9 Aprile Milano diventa teatro di tendenza delle novità  del Design e del Post-Design Internazionale

In occasione della 56° Edizione del Salone del Mobile, Milano organizza, non solo Fiera, ma in pi๠di mille locations Fuori Salone in diverse zone di Milano come gallerie di Design, Art Design, Modernariato, Contempory Art, Fashion Luxury, Food, Ristoranti e Hotel Design, una multitudine di eventi dedicate al mobile ed Interior-Design.

Il quadrilatero di via Maroncelli, Tito Speri, Quadrio, Farini, Bastioni di Porta Volta e Viale Pasubio, quest’anno ha presentato un interessante e stimolante percorso espositivo ricco di eventi e la presenza di famosi Brand come Cassina, Poltrona Frau e Icon Design.

Testate come il Corriere della Sera, il Financial Times e l’Indipendent di Londra hanno paragonato quest’area come la nuova Soho milanese.

Il 5 aprile sono andata al Maroncelli Design District dove inauguravano una ventina di mostre nelle gallerie, showroom e nei bellissimi cortili del quadrilatero.

Nel cortile interno di via Maroncelli 13 la mia amica Paola Colombari, trend-setter dal 1981 nelle tendenze avanguardistiche dell’Art Design, ha inaugurato la mostra personale del noto design brasiliano Sergio J. Matos dal titolo “BRASILE METICCIO”, per la prima volta in Italia.

Le realizzazioni di Sergio J. Matos raccontano la storia di una nazione con caratteristiche uniche, che nasce nel miscuglio dei popoli e si sviluppa in diverse tonalità  di pelle, raggruppamenti di idiomi, dialetti e usanze ancestrali. Un Brasile Meticcio, fatto di indigeni, europei e afro-discendenti.

Sergio J. Matos esalta la cultura come materia prima, il fatto a mano è in contrasto con la produzione di massa, ogni suo prodotto racconta la storia e celebra i legami di appartenenza. Design con l’aura del meticcio.

In mostra tra le opere pi๠significative troviamo la Poltrona Caà§uà¡. Originariamente di vimini, “Caà§uà¡â€ è la denominazione di una cesta grande e lunga, che va messa sul dorso degli animali da soma. Da questa cesta viene l’ispirazione per la poltrona che prende il suo nome. La struttura in acciaio inox, e l’intrecciarsi dei fili in corda navale risaltano la volumetria e creano un disegno ipnotico.

Paola Colombari con Sergio J. Matos

Il concetto della Poltrona Arreio dice Sergio J.Matos rappresenta “L’arte e i mestieri del costume impregnati di identità  regionale”. La struttura in acciaio della poltrona è contornata da dieci cinghie di cuoio, ideate per legare la sella al corpo del cavallo e vendute nel mercato di Campina Grande (Paraà­ba) risaltano come materia prima.

Il disegno della poltrona trasforma le imbragature nel punto di connessione tra passato e presente e protegge l’essenza di un repertorio di storie che galoppano con il sapere degli antenati.

Poltrona Arreio

Interessante la sedia Bakairi, che riprende il disegno grafico della maschera rettangolare di legno utilizzata dai popoli Bakairi, etnia indigena che abita ai margini del fiume Paranatinga nel Mato Grosso.

Il disegno mette in risalto il tracciato degli antenati e il vincolo con le tradizioni, la rilegatura artigianale impregna il design dei miti colmi di elementi naturali, la memoria che resiste al tempo.

sedia Bakairi

La Poltrona Morototà³ rappresenta per Sergio J. Matos l’ispirazione che viene dalla flora. Il Morototà³ è un albero imponente della foresta amazzonica brasiliana e dal disegno ellittico del seme è stata colta la traccia e riprodotta nella robusta struttura in acciaio, che col rivestimento ipnotico della corda navale crea una volumetria che richiamano i frutti che pendono in grappoli.

Una connessione tra il seme della foresta come simbolo della vita e design contemporaneo.

Poltrona Morototà³

Esposizione “Brasile Meticcio” di Sergio J.Matos alla Galleria Paola Colombari, Via Maroncelli 13, Milano.

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Articolo di Stella Nessi

Welcome to my world, my fashion world, hope you enjoy my adventures in life and in fashion.

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