Tutto quello che devi sapere sulla 72esima edizione del Festival del Cinema di Cannes

Il festival di Cannes è uno degli eventi cinematografici più attesi dell’anno. La tradizione vuole che si svolga a maggio e, in queste due settimane, gran parte dei media sono incentrati sulla città di Cannes e sulle tantissime star del cinema che solcano la passerella d’ingresso per la sala delle proiezioni.
Il grande prestigio, che negli anni ha ottenuto questo Festival, consente a tantissimi produttori di scegliere quest’occasione per lanciare le loro ultime realizzazioni e vendere i loro diritti ai distributori che provengono da tutto il mondo.

 

 

Il presidente di giuria Alejandro Gonzàlez Inárritu
Il 14 maggio 2019 è iniziata la settantaduesima edizione del Festival del Cinema la cui giuria è presieduta da Alejandro Gonzàlez Inárritu, il premio oscar regista di numerosissime pellicole, tra cui, tra le altre, Amores Perros, Babel e The Revenant.
È proprio questo rinomato regista ad assumere il ruolo di presidente di giuria che, nella precedente edizione, era stato riservato a Cate Blanchett.


Nel 2017, proprio a Cannes, Inárritu aveva suscitato non poco scalpore presentando un progetto molto particolare, realizzato mediante una realtà virtuale che, nell’arco di poco più di sei minuti, permetteva agli spettatori di ritrovarsi al centro di un gruppo di migranti fermati, dalla polizia di frontiera, al confine messicano con gli Stati Uniti. Si trattava di una testimonianza raccolta in maniera diretta dallo stesso regista che, una volta portata in scena, ha suscitato moltissima curiosità, ma anche tanto brusio.

 

 

Cannes e le, immancabili, polemiche
Tutti i grandi eventi sono soggetti a tantissima attenzione da parte dei mass media e, mai come oggi, la possibilità di condividere notizie permette di diffondere qualsiasi novità in tempo record.
Anche il Festival di Cannes di quest’anno, come per ogni edizione, porta con sé una serie di polemiche, tra queste, sicuramente, la più discussa è quella legata alla petizione contro il premio alla carriera ad Alain Delon, già insignito con numerosi riconoscimenti di rilievo tra cui l’Orso d’oro alla carriera, il David speciale e il Premio Cesar a metà degli anni ottanta per miglior attore di Notre Histoire.
A Cannes, il celebre attore, avrebbe dovuto ricevere la Palma d’oro alla carriera, tuttavia, a fronte di alcune sue dichiarazioni, l’associazione americana Women and Hollywood ha deciso di lanciare una petizione in suo sfavore.


Tale petizione, che conterebbe qualcosa come quattordicimila firme, sarebbe stata indetta a fronte di alcune osservazioni dell’attore francese dichiarate omofobe, razziste e misogine della stessa fondatrice dell’associazione americana.


Le affermazioni dell’attore riguarderebbero non solo faccende politiche ma anche la violenza sulle donne e le coppie gay. Sembrerebbe infatti che Delon avesse affermato di aver preso a schiaffi delle donne in passato, e si fosse dichiarato fortemente contrario alle adozioni da parte di coppie omosessuali, definendo questo tipo di legami amorosi contro natura. Si tratta, indubbiamente, di affermazioni molto forti che, oltre a compromettere un clima già pesante nei confronti delle vittime di violenza, rischiano di pregiudicare il riconoscimento alla sua carriera.

 

 

Alcuni dei film in gara
Per gli appassionati di cinema il Festival di Cannes è un vero e proprio invito a nozze, del resto le pellicole presentate sono davvero tantissime e consentono di spaziare tra generi molto diversi tra loro.
Tra tutti i film proposti, come sempre, ce ne sono alcuni che spiccano per originalità:


The Dead Don’t Die di Jim Jarmush: si tratta del film d’apertura del Festival e il registra, oltre a godere di un cast davvero molto ricco e di altissimo livello, propone una storia piuttosto curiosa in cui un’ondata di zombie assale la città di Centerville;


Dolor y Gloria di Pedro Almodovar: fin dalla trama si può chiaramente intravedere qualche tratto autobiografico. Infatti, il protagonista di questo film è un regista non più giovanissimo che, attraverso un viaggio nel passato, fa riaffiorare sentimenti, emozioni, amori e delusioni;

 

– Once Upon A Time In Hollywood di Quentin Tarantino: senz’altro si tratta di una delle pellicole più attese sulla Croisette. Il cast è ricchissimo di star, contando titani del grande schermo come Leonardo Di Caprio, Brad Pitt, Margot Robbie e Al Pacino, tra i più famosi. La storia del nono film di Tarantino è ambientata nel 1969 e racconta di un attore che cerca di sfondare nel mondo del cinema a Hollywood, sullo sfondo di un periodo caratterizzato da eccessi e violenza;


Atlantique di Mati Diop: questo film spicca soprattutto per essere stato diretto da una registra africana, la prima a concorrere a Cannes. La pellicola tratta il delicato tema della migrazione e vede come protagonisti alcuni muratori di Dakar che, senza salario da mesi, prendono l’iniziativa di imbarcarsi nell’oceano per lasciare il loro Paese;


Matthias et Maxime di Xavier Dolan: il regista porta in scena la storia di un gruppo di amici che si incontrano dopo molti anni, facendo riavvicinare anche Matthias e Maxime che si scoprono innamorati proprio durante questa rimpatriata;


Little Joe di Jessica Hausner: la registra viennese porta in scena un fantasy davvero particolare. La protagonista è una pianta che, semplicemente attraverso il contatto, sembra essere in grado di produrre dei cambiamenti sulla personalità di esseri umani e animali;


Sorry we missed you di Ken Loach: il film narra la storia di Ricky e della sua famiglia che, a seguito della crisi del 2008, lotta con i debiti per poter riacquisire una dignità economica. La possibilità di Ricky di riscattarsi e di riconquistare l’indipendenza si palesa con un furgone in leasing e un lavoro da trasportatore.

 

 

 

Il traditore di Marco Bellocchio: unico film italiano in gara, Marco Bellocchio è l’unico regista nazionale a concorrere per la Palma d’Oro al Festival di Cannes; con il suo film titolato Il Traditore, vuole raccontare la storia del primo pentito di mafia Tommaso Buscetta. Fu proprio quest’ultimo a collaborare con Falcone e Borsellino per far luce sull’organizzazione di Cosa nostra.


Il registra, ad appena tre anni dal suo “Fai bei sogni”, ha voluto proporre un agglomerato di tradimenti e vendette, ponendo il suo interesse non tanto, e non solo, sull’aspetto cronachistico dei fatti, ma soprattutto sulla questione psicologica. Per questo, un visionario come lui, ha scelto di portare al cinema una faccenda tanto spinosa e difficile da trattare come quella di un pentito della mafia, esaltandone i sentimenti, i suoi sogni e i suoi incubi. Ovviamente non mancano i riferimenti al contesto storico e politico che hanno segnato un capitolo indelebile e decisivo della storia della mafia.
Proprio su questo film si è scatenata un’ulteriore polemica che ha coinvolto il figlio del poliziotto caposcorta di Giovanni Falcone.

 


L’oggetto del contendere è la data in cui è prevista l’uscita del film nelle sale italiane, fissata per il 23 maggio, giornata simbolica in quanto coincide con l’anniversario della strage di Capaci. Proprio il figlio del caposcorta, Giovanni Montinaro, ha aspramente criticato la scelta della data dell’uscita del film, definendola offensiva e puramente legata ad una questione di marketing. L’attore protagonista della pellicola, Pierfrancesco Favino, ha cercato di giustificare la scelta appellandosi alla voglia di omaggiare quel giorno senza approfittare in alcun modo di un evento così tragico.

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